+EUROPA: DALLA LISTA ELETTORALE AL SOGGETTO POLITICO EUROPEISTA

L’europeismo è l’unica alternativa progressista all’egemonia politico-culturale dei partiti nazionalisti (o etnonazionalisti o populisti o sovranisti). Se, come diceva Mitterand, “il nazionalismo è la guerra”, sono sempre più incombenti e imprevedibili i rischi che si affollano all’orizzonte del futuro italiano.

Il 4 marzo +Europa con Emma Bonino non ha superato lo sbarramento del 3%, ma, coinvolgendo migliaia di cittadini, e raccogliendo il voto di 840.000 elettori (e di oltre 60.000 elettori all’estero), ha avviato di fatto la costruzione di un movimento politico che difende l’Ue come istituzione più efficiente per il governo degli interessi e della sicurezza dei Paesi membri e promuove la comune cittadinanza europea come strumento privilegiato di libertà e partecipazione politica individuale. Lo stato di diritto, il diritto internazionale, la democrazia, la società aperta, la libertà d’impresa e il libero commercio sono un capitale economico e civile che solo l’unità europea è in grado di tutelare e che le chiusure nazionaliste e protezioniste, pur promettendone una migliore tutela, finirebbero per dissipare.

Ieri, nell’assemblea promossa da Forza Europa, alla quale hanno partecipato molti dei militanti, dei candidati e degli eletti di +Europa nel prossimo Parlamento, si è fatto il punto sui prossimi passi da compiere, nel giro di pochissime settimane e coerentemente con le previsioni dello statuto di +Europa, per trasformare la lista in un soggetto politico aperto, che abbia l’ambizione di partecipare alla costruzione di una nuova dimensione politica paneuropea, anche in vista delle elezioni europee del 2019.

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