Il decreto “salva-truffati” è una truffa contro risparmiatori e contribuenti

Il provvedimento del Governo contro i cosiddetti “truffati dalle banche” è una truffa politica nei confronti della generalità dei risparmiatori e della totalità dei contribuenti.

A essere risarciti delle perdite non saranno solo i “truffati”, cioè le vittime di truffe accertate, ma tutti coloro che entro un certo limite di reddito o di patrimonio (medio-basso) hanno subito perdite per il fallimento delle banche; non quanti hanno subito perdite per altri investimenti azionari o obbligazionari rischiosi fuori dal settore bancario, che sono esclusi da questo beneficio.

Il modo per aggirare formalmente le regole del bail in è stato quello di rubricare questo salvataggio come una scelta di “politica sociale”. Come per il reddito di cittadinanza, quota 100, la prossima (cosiddetta) flat tax, anche questo provvedimento serve a presentare le forze di governo prossime e amiche della maggioranza delle famiglie italiane, che hanno (o per meglio dire dichiarano), redditi di poche decine di migliaia di euro e nemiche della “finanza”, delle “banche” e delle élite che congiurano contro il popolo.

È un raggiro ideologico e retorico, perché i soldi necessari per questa gigantesca operazione di voto di scambio sono comunque attinti dal bilancio privato delle famiglie italiane di oggi, o, via deficit, di domani. Il fatto che questa propaganda funzioni non significa che sia buona, né che sia indolore per gli italiani che ci credono o ci vogliono credere.

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