Il futuro resta fuori dal Def

Nel giorno dell’assegnazione del nobel per la medicina a due studiosi nell’ambito della ricerca sui tumori, lascia ancora più perplessi la scelta del governo di concentrare le risorse della manovra su misure assistenzialiste, trascurando invece l’università, la ricerca, l’innovazione, lo sviluppo. 

“Siamo la generazione nata a cavallo tra gli anni ‘80 e ‘90, ci siamo affacciati al mondo all’inizio della peggiore crisi economica che il nostro paese e non solo abbia conosciuto. Negli anni abbiamo assistito a politiche economiche che come unico fine avevano il consenso elettorale. Gli investimenti in università, ricerca e innovazione sono stati sacrificati sull’altare di una spesa improduttiva sempre crescente. 

Oggi, sotto la voce futuro, questo Governo non ha investito un euro. È inaccettabile, un Paese che non guarda al domani è un paese senza speranza. Una manovra che non dà quasi nulla a chi lavora, produce reddito o studia. Ancora una volta, il paese ipoteca il proprio futuro sull’altare del consenso fine a stesso. Il cambiamento è ancora una volta un modo per ingannare e truffare una intera generazione”.

Gionny D’AnnaMatteo Di PaoloVincenzo GiannicoAntonio Santoro

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