Papa Ratzinger maledice il garantismo. Un’idea malata di giustizia

Che sia un errore o un falso deliberato, il presupposto del j’accuse di Ratzinger – “è il ’68 ad avere sdoganato la pedofilia nella Chiesa” – capovolge la verità storica. Gli abusi (non solo sessuali) contro i minori, nella Chiesa come nell’intera società, non sono affatto un fenomeno recente. Ad essere recente è solo l’emersione del fenomeno, grazie all’evoluzione della cultura civile e quindi, in parte, grazie al riconoscimento della differenza tra la libertà e la violenza, tra il desiderio e la sopraffazione, tra la differenza e la perversione sessuale.

La pedofilia non scoppia nella Chiesa a partire dagli anni ’70/’80. Inizia, solo allora a non potere essere più nascosta e sigillata nel segreto di un’istituzione chiusa.

Uno però degli aspetti più inquietanti dell’accusa di Ratzinger non riguarda la morale sessuale e il rapporto tra rivelazione e antropologia cristiana, ma la – chiamiamola così – “etica della giustizia” che dovrebbe muovere chi si occupa di reprimere e di punire gli abusi verso i minori. Al centro della critica di Ratzinger (anche nel suo testo, e non solo nelle sintesi giornalistiche) c’è proprio il “garantismo”. “Il diritto alla difesa attraverso il garantismo è stato esteso a tal punto che le condanne erano difficilmente possibili”.

L’idea che la garanzia del diritto di difesa sia un ostacolo a una superiore esigenza di giustizia e non sia essa stessa la garanzia di un processo e di una giustizia giusta è esattamente quella che ha pervertito nel nostro paese, e non solo, le regole fondamentali dello stato di diritto. Se il diritto di difesa – e il dovere di riconoscerlo – può essere attenuato in ragione della gravità di un illecito o della diffusione di un fenomeno criminale cessa l’uguaglianza delle parti nel processo e dei cittadini di fronte alla legge.

Ed è paradossale che questa tirata anti-garantista finisca per coincidere perfettamente con la propaganda anti-ecclesiastica che condanna preventivamente ogni sacerdote accusato di violenze e liquida la richiesta di un processo giusto come una forma intollerabile di complicità.

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