Ilva e Tap: bene Calenda contro la cultura del No

Nell’intervista odierna al Corriere della Sera, a proposito dei casi Ilva e Tap, il ministro Carlo Calenda esprime in modo chiaro ed esplicito uno dei principali vizi dell’attuale dibattito politico: la cultura del No a tutto, la fuga dalla realtà. Da qui nasce il rifiuto di alcuni, ideologico e pregiudiziale, delle soluzioni pragmatiche che sono state proposte per superare con soluzioni innovative il dilemma tra la tutela dell’ambiente e della salute nella produzione di acciaio e per assicurare la diversificazione degli approvvigionamenti di gas.

Nella vicenda Ilva, il dialogo serrato tra governo, sindacati e azienda ha portato a una soluzione insperata fino a pochi anni fa: un piano ambientale di 1,2 miliardi a carico dell’investitore privato che renderà quella di Taranto una delle acciaierie più avanzate del mondo. Pensare di bloccare questo piano o il Tap, come di fatto sta facendo il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, significa distruggere lavoro e prospettive di crescita, per la Puglia, il Mezzogiorno e l’Italia intera. In nome di cosa?

Forza Europa dice allora forza Ilva e forza Tap. A nostro parere, ha pienamente ragione Carlo Calenda a chiedere una politica che accetti la sfida di gestire la complessità e i rischi connessi ad ogni attività umana, sapendo che solo così si producono innovazione, sviluppo, qualità della vita e dell’ambiente, lavoro e crescita diffusa. Alla paura e alla chiusura dobbiamo offrire una alternativa razionale, aperta e positiva. Facendo e facendo bene.

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