Non gli Stati, ma i cittadini costruiscono l’Europa unita. A questo serve +Europa

Premettiamo che fin dai tempi degli antichi greci l’Europa è stata un coacervo di popolazioni con origini lingua religioni e stili di vita diversi, accomunati da indole espansionistica dall’Impero romano in avanti, che ha comportato quindi uno stato di guerre continue per l’egemonia, e continui mutamenti geopolitici, con apice nel 1200–1500 e con la seconda guerra mondiale.
Questo per capire che anche attualmente l’Europa è un insieme di stati con rapporti di reciproca cooperazione, con una idea comune europeista nata solo nel Novecento e in particolare dopo la seconda guerra mondiale, ma senza una forte volontà di collaborazione (avendo tutti una propria forte identità).

L’Europa Unita nasce de facto col trattato di Maastricht del 1993, poi Schengen nel 1995 abbatte le frontiere e nel 2001 la moneta unica, contrastata dal forte nazionalismo dei singoli stati membri col grosso ostacolo della barriera linguistica; successivamente l’EU si è espansa incorporando altre nazioni, ma è sempre rimasta una unione cooperativa di stati che necessitano di una nuova spinta per perseguire in pieno l’obiettivo dell’Unità.

I have a dream, ho sognato dopo Maastricht una nazione comune, forte, leader nel mondo, un tetto comune su tutti gli stati membri con un’eredità di democrazia e legge vecchia almeno 3200 anni, cominciata nell’antica Grecia; però mi domando ancora come sia possibile mettere sotto lo stesso tetto nazioni con radici diverse e con lingue diverse, con un’indole egemonica se non con un ideale comune: una Federazione Europea Leggera dove si preservino le singole identità degli stati membri con una governance  completamente europea.

 

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Glauco Camporini

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