Portatori sani d’Europa, 9 novembre 1989 – 9 novembre 2018

“Non credo che mamma e papà avessero calcolato tutto. Da lì a pochi mesi dalla mia nascita la storia del mondo sarebbe cambiata. Per ogni metro di muro che è stato distrutto crollavano con esso paure ed incertezze, ad ogni martellata venivano sprigionate libertà e speranza.
Allo stesso tempo solo due anni prima, un’Europa ancora piccola faceva partire uno dei progetti più riusciti di sempre e che avrebbe fatto nascerei primi europei: l’Erasmus.
Ecco, la mia è una generazione con una grande responsabilità. Nelle nostre vene scorre lo stesso sangue di allora: voglia di distruggere ogni muro di diseguaglianza e divisione, ma allo stesso tempo desiderio di costruire un continente di libertà e fraternità comune, un’Europa di europei.
La mamma ed il mio papà, come le altre mamme e gli altri papà di quel lontano ’89 sicuramente non potevano prevedere nulla di tutto questo. Una colpa però ce l’hanno, ci hanno contagiato e ci hanno trasmesso la loro stupenda malattia:
Siamo portatori sani d’Europa.
E per questo li ringrazio”.

 

Vincenzo Giannico

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