Prima settimana da segretario di Forza Europa, riflessioni generali e “bassa cucina” associativa.

Il quadro politico appare ancora confuso, o forse possiamo dire che i nodi stanno venendo al pettine: chi ha passato anni a raccontare balle agli italiani sui “governi non eletti dal popolo”, e le settimane di campagna elettorale a negare qualsiasi ipotesi di accordo con chicchessia, oggi sta sudando le sette camicie per trovare una maggioranza. Personalmente trovo surreale che il Pd possa cedere – o anche solo pensare di cedere – alla tentazione di fare il partner di minoranza di un governo con il M5S. L’illusione che “Giggino è cambiato” si rivelerebbe tale alla prima occasione reale di governo, quando andranno assunte scelte concrete. È un film visto più volte nella storia, perché non s’impara mai? Se accadesse, io credo che il ruolo dei parlamentari di +Europa sia quello di stare coerentemente all’opposizione di un governo che – per sua stessa natura – pian piano smonterebbe quanto di buono è stato fatto dai governi Monti, Letta, Renzi e Gentiloni e certamente non avrebbe né la forza né la visione di compiere le scelte coraggiose che questi governi non hanno saputo assumere. A chi pensa che tirarsi fuori dal governo significa declinare le proprie responsabilità rispondo così: un governo a cui dovremmo dare sostegno e supporto ci sarebbe, visto il risultato delle elezioni, e sarebbe il “governo di tutti”, un esecutivo di riconciliazione nazionale per uscire dal pantano politico-istituzionale in cui ci siamo ficcati. Ma anche qui, tutta la retorica cialtrona contro i “tecnici” e le “larghe intese” sembrano rendere le mie parole una bestemmia.

In questo scenario, la piccola associazione Forza Europa e la piccola “barca” di +Europa possono giocare un ruolo importante: lavorare per far crescere una rete di attivisti, amministratori locali e “creatori di idee” che difenda e promuova la società aperta e i suoi valori, candidandosi in prospettiva a rappresentarla anche elettoralmente. Il “centro politico della società aperta”, come ormai mi piace chiamarlo.
Attenzione: le elezioni potrebbero essere più vicine di quanto pensiamo e noi dovremmo già lavorare per raccogliere le firme per esserci, perché sono tante, anzi tantissime (quasi 100mila). E invece – ahinoi – passiamo il tempo a discutere tra chi vuole che +Europa diventi un vero partito (cioè con iscrizioni individuali e pieno diritto dei suoi iscritti a votare per i rappresentanti) e chi vorrebbe tenerlo in piedi solo come cartello (mannaggia la miseria…).

Passo alla bassa cucina, la vita associativa di Forza Europa. Dopo l’assemblea della scorsa settimana, che ha eletto gli organi dell’associazione, rimettiamo in moto la macchina. Il prossimo 3 maggio si riunirà la neo-eletta Direzione dell’associazione, per programmare iniziative e attività in giro per l’Italia e discutere della situazione politica nazionale. Vorrei che gli attuali 270 iscritti diventino presto 300, poi 400, 500… ma soprattutto spero che sapremo coinvolgere ancora più giovani e persone di qualità nelle nostre iniziative territoriali. Stiamo intanto riorganizzando i canali social e la comunicazione web di Forza Europa, che per funzionare bene avranno bisogno di qualche soldino (iscrizioni e donazioni sono sempre ben accette!). Nel frattempo, grazie soprattutto al lavoro di Benedetto Della Vedova, Andrea Mazziotti e Carmelo Palma, prosegue il nostro dialogo paziente con le altre associazioni con cui abbiamo promosso +Europa, perché questa diventi un vero e proprio partito in cui tanti possano riconoscersi.

Ps. Auguri agli iscritti di FE Diana Severati, Andreina Romano, Francesco Avolio e Alberto Ruggin, eletti tra i coordinatori dei membri individuali Alde in Italia. Succedono a Francesca Mercanti, che ora avrà più tempo da dedicare alla nostra associazione!

 

Piercamillo Falasca

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