Ragionare sulla base di informazioni corrette, antidoto a populismo e chiusura

Riportiamo l’intervento di Davide Dellarole tenutosi all’evento di Più Europa a Torino del 30 novembre 2018 “Più Piemonte in Europa, più Europa in Piemonte”

 

Edward Deming diceva: senza dati sei solo un’altra persona con una opinione.
Voglio partire da questa frase, che da anni guida il mio lavoro professionale e la mia attività politica.
Non voglio essere una persona con una opinione, voglio essere una persona che ragiona sulla base di informazioni corrette.
Perchè questo punto di partenza?
Perchè siamo in Piemonte, quella che fino a pochi anni fa era la regione con il più alto tasso di innovazione industriale, quella dell’impresa manifatturiera di eccellenza (automotive, aerospazio, tessile – io vengo da una terra dove grazie alla tecnologia c’è un’azienda che da 1 kg di lana ottiene un filo continuo di 220 km).
Eppure oggi, siamo circondati da NoTav, No qualsiasi cosa.
E in un mondo globale che corre, i nostri avversari politici, parlano di chiusura delle frontiere, dazi sulle merci, tutela dei marchi agganciandoli ai territori (la bestialità per cui il marchio di un privato diventi bene su cui il pubblico pensi di agire una qualsiasi forma di proprietà mi genera una sensazione di profondo sconforto).
Vi racconto una storia moderna, che in un solo colpo smonta ogni velleità di qualsiasi sovranista.
Dopo decenni di ricerca la Intel (sì quella dei microchip) ha sviluppato un prodotto che si chiama Movidius. E’ una chiavetta usb da 80 dollari per il calcolo combinatorio: 1 miliardo di operazioni al secondo. Non ti basta? Usi due chiavette. Grazie a questo prodotto oggi abbiamo la potenza di calcolo per realizzare i processi di intelligenza artificiale descritti dalla matematica del 1986.
Funziona con le librerie di Google.
E sapete quale è stata una delle prime applicazioni?
 Un drone.
Da 89 dollari.
Che vola da solo.
E lo fanno i cinesi.
Mister Trump, Ministro Salvini, dove sono le frontiere che vorreste chiudere, adesso?
Ecco.
Immagino questo per il Piemonte di oggi e di domani.
Immagino di proseguire sul campo della ricerca e sviluppo, immagino una scuola capace di rispondere alle sfide formative di oggi e di domani.
Immagino una università che non sia da ricercare dopo la 300esima posizione al mondo.
Immagino che venga data la libertà alle imprese di confrontarsi con il mercato globale senza la pesantezza di una burocrazia che è nemica dell’impresa.
Immagino che i miei studenti possano accedere alle medesime opportunità di crescita e di lavoro dei loro coetanei stranieri, senza paura, con le Istituzioni alle loro spalle a sostenerne i percorsi e i progressi.
Loro sono il nostro futuro. Ricordiamocelo sempre.
E vi assicuro che gli studenti italiani che hanno voglia di fare non temono il confronto, nessun confronto. Sono bravi e capaci, nonostante il sistema.
Mi immagino prima più Europa in Piemonte (cioè più modelli vincenti europei in questa nostra regione) e poi la conseguenza sarà più Piemonte in Europa. E nel mondo, nel mercato globale.
Ora smetto di immaginare e inizio a dire cosa voglio fare, io.
Voglio cominciare a vedere che i temi della libertà di impresa, del libero mercato, della meritocrazia e dei diritti individuali si fondano con la quotidianità dell’agenda politica.
Salvini e i suoi apparati locali parlano del pericolo dei migranti? Io parlerò delle decine di nazionalità diverse che hanno permesso alla Nasa di mandare InSight su Marte (è il quarto atterraggio, cosa mai riuscita ai russi, e che il pianeta rosso sia per loro off limits fa sorridere).
Il problema dei pentastellati sono le infrastrutture inutili?
Certo, per esempio, pure io mi chiedo a cosa serva un ministero dello sviluppo economico che in 3 mesi ha creato 35mila nuovi disoccupati.
Torniamo a parlare di numeri, leghiamoli alla vita delle persone, non lasciamo agli altri i temi in agenda, andiamo oltre, siamo positivi, non viviamo di critica, loro cercano lo scontro verbale e sui social e i loro tifosi non aspettano altro.
No.
Andiamo oltre.
Loro parlano alle paure delle persone, noi parliamo a quelle persone che, grazie alla scienza, grazie alla ricerca, grazie al progresso, oggi lavorano meglio, vivono più a lungo, godono di un benessere che prima non c’era.
Parliamo ai giovani, che sono una base forte del nostro elettorato.
Diciamo loro che lì fuori c’è un mondo complesso, difficile, ma pieno di opportunità come mai nella storia umana.
Parliamo ai giovani genitori. Perchè è giusto supportare e sopportare noi che ogni notte ci tocca svegliarci un paio di volte, ma che al mattino si parte e andiamo a cercare un posto nel mondo globale.
Contrapponiamo, a una visione chiusa, ristretta, vecchia e già sconfitta dalla storia, un progetto di apertura al mercato, di meritocrazia nella PA, di libertà per le persone di essere ciò che vogliono e di vivere come vogliono.
Contrapponiamo, alle verità di comodo dei nostri avversari, la coerenza di un soggetto politico veramente europeista, senza se e senza ma, che fa della libertà il proprio riferimento e che vuole portare l’Europa a confrontarsi, da pari, con le potenze mondiali.
Contrapponiamo alla piccola Italia dei Salvini e dei Di Maio, gli Stati Uniti d’Europa, con una grande Italia e con un Piemonte sempre proiettato al futuro.

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