Salvini come Tafazzi

Nella stagione con meno sbarchi in Italia da anni, anziché darsi la priorità di evitare centinaia di morti in mare, Salvini soffia sul vento della polemica politica contro l’invasione che non c’è e stringe alleanze di ferro con i duri e puri tedeschi e austriaci, evocando un asse Roma-Berlino che finisce in testa agli italiani.

Seehofer ha ricattato la Merkel, lasciata improvvidamente sola da Conte sui movimenti secondari, ottenendo che il governo tedesco unilateralmente blocchi le frontiere per impedire l’accesso di migranti provenienti dall’Italia. Gli austriaci non hanno preso bene questa decisione e se la prenderanno con gli italiani, bloccando a loro volta i confini non con l’Italia, ma “contro” l’Italia (con qualche politico italiano che sarà capace anche di applaudire…).

Seehofer, Strache e Salvini sono alleati, ma essendolo in nome del nazionalismo, sono finiti subito a farsi la guerra, con conseguenze gravi innanzitutto per l’Italia.

Il nazionalismo funziona così: ognun per sé finché è possibile, l’un contro l’altro armato quando è richiesto.

Sigillare la frontiera nord est dell’Italia è un pessimo segnale per molte imprese italiane completamente integrate con quelle bavaresi in un’unica catena del valore. Oggi si chiude la frontiera per gli stranieri; domani o dopo, con questo clima, si chiuderà alle merci: etnonazionalismo e protezionismo sono gemelli siamesi.

Benedetto Della Vedova

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