Una riforma costituzionale contro il “furto generazionale” nelle scelte economiche e ambientali

Oggi, nell’ambito della campagna elettorale di +Europa, si è tenuta a Roma in piazza del Popolo, alla presenza di Emma Bonino e Benedetto Della Vedova, un’iniziativa a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare “Figli Costituenti”, che chiede di introdurre nella Costituzione italiana un principio, che impedisca al legislatore di rompere il patto di equità tra le generazioni.

Dalla fine degli anni ’70 le politiche di bilancio, con alterne vicende, hanno accresciuto il debito pubblico italiano, cioè nella sostanza il prezzo che i contribuenti di domani devono pagare per i benefici percepiti dai contribuenti di ieri e di oggi. Fino alla riforma Fornero, il sistema pensionistico italiano, distorcendo in modo intollerabile la stessa logica del sistema cosiddetto a “ripartizione” (che per funzionare implica un principio di solidarietà e non di sfruttamento tra le generazioni), ha scaricato sui lavoratori più giovani o su quelli del futuro i costi del deficit previdenziale.

La spesa pubblica ha storicamente privilegiato elettori e gruppi di consenso organizzati, sacrificando le esigenze – si pensi alla cultura, all’istruzione, al welfare pro family… – di cittadini che per la loro età o la loro condizione non erano in grado di ricattare istituzioni e partiti.

Le politiche ambientali, che solo grazie all’Ue sono state negli ultimi decenni vincolate a criteri, spesso derogati, di risparmio e sostenibilità, sono state a loro volta improntate al consumo di risorse non rinnovabili. Il cataclisma climatico e l’inquinamento ambientale che minacciano tutto il mondo sono un esempio paradigmatico di “furto generazionale”.

La proposta di legge, promossa da Andrea Mazziotti e Piercamillo Falasca, è promossa da +Europa, ma è aperta a sostegno di tutti i gruppi politici e di tutti i cittadini ed è un esempio concreto di quello che in Italia dovrebbe davvero essere il “cambiamento”.

Condividi