Votavi FI? Preferisci la Merkel a Salvini? +Europa ti aspetta

Angela Merkel ha annunciato la prossima uscita di scena lo stesso giorno in cui un nuovo campione della destra populista, Bolsonaro, è stato trionfalmente eletto Presidente del Brasile. Il panorama delle “destre” o per meglio dire dello schieramento conservatore nel giro di poco più di un decennio, è passato in tutto il mondo da uno scenario dominato da esponenti liberal-moderati e “globalisti” a uno, per certi versi uguale e contrario, contrassegnato da leadership estremiste e nazionaliste.

Non c’è nessuna continuità – né culturale, né politica, né “morale” – tra la destra delle rivoluzioni conservatrici degli anni ’80 nel mondo angloamericano e dell’egemonia popolare sul continente europeo e quell’altra destra, nata in opposizione alla prima, che recide programmaticamente tutte le radici liberali dal proprio campo politico e che rivendica orgogliosamente la propria estraneità alle regole e alla retorica dell’universalismo occidentale. La parabola di Forza Italia, passata dalla retorica reaganiana-thatcheriana e poi popolare-europea a quella anti-Ue è purtroppo ormai tutta interna al recinto della seconda destra e non saranno certo i distinguo di Tajani a rendere quel che resta del partito berlusconiano indipendente o competitivo con la Lega di Salvini.

L’opposizione all’internazionale nazionalista, di cui la Merkel è stata e speriamo sia ancora per qualche anno il principale argine in Europa, ha ancora molto da giovarsi di quell’elettorato merkeliano alla deriva (non solo in Germania) nei marosi della tempesta populista. Ovviamente questo è vero anche in Italia, dove la criminalizzazione della cancelliera tedesca è stata lo sport nazionale e ha sortito il solo risultato di portare in dote a Salvini lo scettro del comando e di ridurre FI  a pura massa di manovra delle strategie leghiste.

Ma a quegli elettori italiani dell’ex centro-destra moderato che non pensano che la Merkel sia come Hitler (Savona dixit) e che certo non sono la maggioranza, ma non sono neppure pari a zero (anche se si sono per lo più annullati in un astensionismo passivo), +Europa deve rivolgersi in modo diretto. E loro devono potere scegliere in +Europa una rappresentante credibile delle istanze dell’europeismo “moderato”.

@carmelopalma

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